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Percorrendo viale I Maggio dal villaggio Jungi verso Scicli, alzando gli occhi, sopra l’attuale caserma dei Carabinieri è possibile scorgere su un masso una cavità. Molti forse sapranno che non si tratta di una cavità naturale ma di una vera e propria tomba, datata al periodo castellucciano (2200-1450 a.C.).

La struttura interna della tomba, a pianta sub circolare, ha un diametro massimo di circa 170 cm e un altezza di poco meno di 1 metro, ha subito dei rifacimenti (la pianta in foto non presenta delle dimensioni reali, quanto piuttosto serve per capire la connessione tra le varie parti).

È ancora possibile scorgere parte della pavimentazione scavata nella roccia. Gli accessi sono due: uno a strapiombo sulla vallata ed un altro sul lato posteriore raggiungibile dal pianoro soprastante. Un gradino a ridosso di quest’ultimo ingresso è stato interpretato come un probabile letto funebre, dove il defunto veniva adagiato.


Sul pianoro soprastante inoltre è anche possibile notare sparsi un pò ovunque ruderi di epoche passate. Alcuni architravi riportano delle date appartenenti al 1800.
Rinvenimenti di ceramica preistorica, della facies di Thapsos (1450-1250 a.C.) e di lame in selce fanno supporre la presenza di un probabile villaggio preistorico proprio a pochissimi metri dall’attuale zona artigianale di Scicli.
Ma le sorprese non terminano qui, infatti, oltre all’incantevole paesaggio naturale che domina l’attuale quartiere di Jungi, inoltrandosi ancora, seguendo in linea d’aria il costone roccioso a strapiombo, ad un tratto la nostra vista viene catturata dai resti di un torrente che inerpicandosi tra le colline scorre verso la città.

Dalla cima di una di queste collinette si può ammirare Scicli, ma alle pendici l’ultimo incendio ha svelato un tesoro prezioso:un enorme cavità, prima nascosta da un grande albero.

Nonostante era rimasta nei ricordi dei bambini che un tempo venivano qui a giocare a nascondino, questa aveva fatto perdere le sue tracce tra la vegetazione. La grotta è larga circa due metri e profonda quasi quattro.


Inoltre presenta sulla parete di fondo una cavità non molto profonda, una piccola insenatura sul lato sinistro ed un foro nella parte superiore che permette uno sguardo all’interno della cavità anche dalla cima della collina.
Un grande scrittore sosteneva che sulla terra ci sono pezzi di paradiso … e questo sicuramente può essere considerato tale!
Paola Dantoni

Paola Dantoni è laureata in Archeologia presso l’Università degli Studi di Catania ed è iscritta alla scuola di Specializzazione in Beni Archeologici con sede a Siracusa.
Nel 2018 ha partecipato alla prima sezione di scavi al Castello dei Tre Cantoni sito sul Colle San Matteo a Scicli (RG). Nell’estate 2021 ha partecipato alla campagna di scavi a Pompei. Dal 2019 fa parte del team di “Agire”, cooperativa che gestisce e valorizza turisticamente i Siti Culturali del Comune di Scicli.