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25 Marzo 2016
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26 Marzo 2016Chi non conosce le mitiche “cassateddi ri Pasqua” fatte nel territorio ragusano?
Essendo fatte solo nel territorio ibleo è probabile che non siano in tanti a conoscerle. Intanto dobbiamo dire che la “cassatella” , prodotta nel nostro territorio per le festività di Pasqua, è totalmente diversa rispetto alla classica e più conosciuta cassata palermitana: in primis nel tipo di ricotta usata nel ripieno (di pecora per quella palermitana, ricotta di vacca e/o tuma per quella ragusana) ma anche nella pasta (pasta frolla o glassa di zucchero per la palermitana, pasta di grano duro per la iblea).
“Io ricordo ancora quelle fatte solo con la tuma freschissima che veniva avvolta in un canovaccio e con l’aiuto di un peso veniva totalmente privata della sostanza sierosa. Poi dopo circa 12 ore di disidratazione della tuma, la stessa veniva messa in un contenitore grande di argilla chiamato in dialetto “u lemmu” e sbriciolata in grani grossi all’interno di esso aggiungendo contemporaneamente lo zucchero affinchè si amalgamasse con la pasta di tuma. L’impasto di formaggio e zucchero quindi veniva posto all’interno delle formine di pasta appositamente preparate a forma di coroncine per fungere da perfetti recipienti per il ripieno di ricotta/tuma e zucchero. Una volta riempite le cassate venivano ricoperte di polvere di cannella”.
Un procedimento antico che viene ancora tramandato dalle nostre nonne e dalle nostre mamme e che potete vedere in questo video che vi propongo non prima di lasciarvi con un antico modo di dire creato per l’occasione: “Cu nappa nappa re cassati i Pasqua”!